Network: Quinto Potere. Apri i tuoi occhi.

27 09 2009

Ieri ho rivisto un film storico: Network-Quinto potere.

Un’opera che descrive il ruolo dell’informazione, le sue logiche di funzionamento, la forza della televisione e come essa possa manipolare persone ed opinioni, individuali e pubbliche.

Il film parla del conduttore di un telegiornale dell’emittente americana UBS, tale Howard Beale. Col passare del tempo il suo tg registra sempre meno ascolti, al punto che la dirigenza della rete decide di licenziarlo. Da qui ha inizio una serie di eventi concatenati che partono dall’annuncio in diretta di Beale del suo prossimo suicidio, previsto durante la stessa trasmissione, sino all’ascesa di Diane, giovane coordinatrice dei programmi della UBS con il pallino dello spettacolo e degli ascolti. L’influenza della donna e la sua voglia di emergere vanno in un’unica direzione: l’aumento dello share della UBS e della popolarità del suo palinsesto. Passando per la spettacolarizzazione dell’informazione e dei contenuti.

La tv è spettacolo, per questo lo deve essere anche quello che da lei viene trasmesso, informazione compresa. Così il tg di Howard Beale diventa l’ Howard Beale Show, una monologo dove il conduttore, ormai stressato e ad un passo dalla completa follia, si lancia in attacchi contro il sistema e contro le tante ipocrisie dell’informazione e della tv. I suoi discorsi rappresentano la rabbia dell’americano medio verso una società mediocre e corrotta, della quale denuncia le tante falsità.

Nel giro di poco tempo diviene una celebrità e i suoi ascolti volano alle stelle, rendendolo un idolo.

Ma un giorno durante il suo show attacca la società proprietaria della sua stessa emittente, tale CCA. Per questo viene convocato ai piani alti e subisce lo sfogo del direttore generale. Da allora i suoi discorsi cambiano radicalmente. I messaggi diventano deprimenti, fotografie di un nuovo ordine mondiale da lui annunciato dove l’unico dio è il denaro e non esistono più nazioni e valore dell’individuo. Una previsione vera, concreta, che riporta il reale andamento del sistema economico universale. Ma che, per la sua drammaticità, non viene premiata dagli ascolti.

Sempre meno persone seguono il suo programma perché la triste verità non interessa, ed un contenuto poco spettacolare non trova seguito, per quanto concreto. Per quanto importante. Ecco spiegata la metafora centrale del film, dove la reale informazione viene corrotta da una sempre più accentuata spettacolarizzazione, che la trasforma in qualcosa di diverso. Dove anche la bugia è ammessa, a patto che si facciano salire gli ascolti.

Sino all’epilogo finale.

Un film da vedere tutto d’un fiato, capace di aprire a molte riflessioni. Sono tanti i personaggi influenti e rappresentativi, tanti i temi e concetti che si condensano, tante le metafore ed insegnamenti che si possono cogliere. Dalla forza del denaro, capace di piegare anche i più idealisti, alla capacità della tv nel creare facilmente falsi leader d’opinione.

Consiglio di guardarlo soffermandosi sullo stato di cose attuale, cercando di pensare anche alla nostra realtà informativa proprio tramite attraverso il filtro fornito da Network: Quinto potere.

Aprendo gli occhi.

Aprendo gli occhi.


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