Corrado Guzzanti, Recital @ Sassari

1 10 2009

Ore 20.45 Il Palazzetto dello Sport di Sassari comincia a riempirsi.
Ore 20.59 I posti lasciati liberi si contano sulle dita di una mano.
Ore 21.04 Parte un piccolo applauso spontaneo, l’attesa per l’entrata in scena del protagonista si fa frenetica.
Ore 21.08 La sala piomba nel buio. Eccetto il palco, dove un fascio di luce illumina un sontuoso trono del 1800.

Ore 21.09 Un boato scuote l’intera sala. Una figura cigola verso il trono. É il conte Tremonti, ministro del Re. Ministro dell’economia, per l’esattezza.

“Povca puttana. Povca troia.

Povca puttana e povca troia””.

Queste le sue prime parole. Ed il pubblico va già in estasi.

“Ma perchè ho scelto di fare di nuovo il Ministro dell’economia, per la terza volta. Superman 3, Batman 3, sono tutti dei fallimenti. Dovevo fermarmi al 2!!“, sentenzia amaramente. E giù risate.
Accanto a lui appare il suo paggio, interpretato da Marco Marzocca. In sottofondo le urla di una folla inferocita. É il popolo che ha fame. “Dategli delle brioche!”, urla il ministro Tremonti. “Eccellenza, le ricordo che ha tagliato le brioche dal bilancio il mese scorso“. E giù risate.
“E allora prendete i soldi dalle Regioni, o da quel fondo per il Sud, che tanto sono soldi che non gli daremo MAI!”. Risate (amare) a volontà.

Sua Eccellenza Tremonti continua con una serie di battute sul popolo, che pensa sempre a mangiare. Dopodiché, è il momento dell’intervista.
La voce fuori campo di una giornalista lo incalza, spingendolo ad affrontare l’argomento social card. “Una vera americanata”, sentenzia Tremonti. “Cosa vuol dire social? Tutti siamo social. Io avevo in mente una soluzione migliore: la Carta del Morto di Fame. Tu presenti quella e vedi se ti danno qualcosa. E poi c’è anche un sito, http://www.mortodifame.it, dove tu puoi collegarti e vedere che c’è anche per te, se lo stato ti ha messo da parte qualcosa.. Magari un supplì..
La chiacchierata poi tocca un tema vivo, quello dei reality show. Tremonti a riguardo dice: “Hanno successo perché vedi della gente che è peggio di te e ti consoli. Ad esempio.. Gasparri”. Il pubblico esplode. “No, non ridete, è un collega. Ecco, Gasparri, se nel 2001 non lo facevamo ministro, era destinato al Grande Fratello!“.

L’applauso più forte giunge quando si tocca un tema di stretta attualità, lo scuso fiscale. A chi lo accusa che l’Italia possa divenire un gigantesco paradiso fiscale a causa del possibile rientro di denaro di provenienza illecita, il ministro risponde: “è un progetto sottile e intelligente. All’estero l’Italia è conosciuta come bellezza artistica, bellezza paesaggistica, bellezza culturale. Ecco, noi vogliamo farne anche una splendida bellezza fiscale“. Un paradiso, appunto.
Sua Eccellenza Tremonti esce tra gli applausi. Dopo di lui è la volta di due personaggi storici di Guzzanti: il conduttore della trasmissione “Il caso Scafroglia” e Padre Federico. Il dialogo tra i due affronta in particolare temi religiosi (l’astrologia, grande pilastro del cattolicesimo, sostiene il conduttore, facendo inorridire il religioso), mentre Padre Federico viene apostrofato con i nomi più impensabili: Padre Scatarro, Padre Scalino, sino all’esilarante nomignolo di Johnny Cloaca.

Di seguito ecco apparire una verosimile Miss Italia ad opera di Caterina Guzzanti, a cui fa ruota uno dei personaggi chiave del fratello Corrado: Fausto Bertinotti. Che analizza la situazione della sinistra: “Ora le persone non temono più i grandi animali: il leone e gli altri carnivori non spaventano nessuno. Tutti adesso hanno paura dei VIRUS, microorganismi invisibili. E per questo, anche la sinistra deve scindersi sempre di più, in tanti piccolissimi partiti. Per combattere meglio. Dunque, scindetevi e moltiplicatevi“. E ricorda l’esperienza del governo Prodi: «Avevamo solo due senatori in più. E, a peggiorar le cose, venivano dall’estero. È là che ho mostrato la mia responsabilità. La mattina dovevo andare a svegliarli io, in albergo, per portarli in aula e dirgli di votare, se no restavano a letto».

Il pubblico è già in delirio, ma i colpi migliori devono ancora venire: entrano in scena Vulvia e Padre Pizzarro.
E poi l’apoteosi con Quelo. “La gente non sa, non capisce.. Sta miagolando nel buio!“. Spazio allora alle telefonate: “L’uomo discende dalla scimmia?” “L’uomo no, magari un bambino si.. E prendetevi una sedia, sempre a salire e discendere da queste scimmie”. L’ultima sua risposta è accompagnata da un gigantesco applauso. Dopo di lui, l’imitazione della ministra Gelmini, da parte della sorella Caterina.

E in conclusione, in un tripudio di applausi e risate, il mai dimenticato Gianfranco Funari, in diretta dal paradiso con un intenso monologo.

Durata totale dello spettacolo: 2 ore e 55 minuti. Durante i quali il pubblico è sempre stato tenuto in tensione. Recital non è uno spettacolo originale, i personaggi che compaiono hanno un’ampia storia alle spalle. Ma non dà un attimo di tregua, tiene lo spettatore incollato alla sedia per ogni istante, con una continua raffica di battute e sketch.

Complimenti Corrado, Marco, Caterina. Ci vediamo presto.

Perché la satira non deve morire, mai.
Perché quando sparisce la satira, il paese è finito.


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