Barcellona: i primi giorni che succede?

11 10 2009

A Barcellona è tutto strano. Davvero. Ti accorgi della particolarità di questo posto sin dall’inizio, quando ti trovi nelle sue vicinanze. Cominciano ad accaderti cose assurde, fuori dal normale. O almeno è quanto capitato a me ad iniziare dalla partenza dal piccolo aeroporto di Alghero, destinazione Girona.

Già durante il viaggio si sono succeduti eventi degni di un’ottima sceneggiatura dove si mescolano commedia, demenzialità ed eventi paradossali. Oltre ad un pizzico di “sana disperazione”.

Prima o poi descriverò tutto. Per il momento basta elencare un po’ del le strane persone che ho incontrato.

Il nostro piccolo eroe, durante il viaggio e nei pochi giorni successivi, ha conosciuto:

uno steward gigantesco, completamente fuori di testa. E completamente gay.
uno spagnolo, escort abituale. Per uomini. E durante il volo abbordava lo steward.
una ragazza messicana di assoluto fascino, dalla parlantina fluente ed in piena crisi esistenziale.
un ragazzo di Genova ex Erasmus a Barcellona che tutto sapeva della città.
un ragazzo di Istanbul detto “il cranio”, dall’inglese invidiabile e prossimo al conseguimento della sua seconda laurea.
una ragazza tedesca innamorata dell’italiano che cantava continuamente “Gelato al limone” di Paolo Conte. E cercava di chiudersi con me nella mia camera.
una ragazza tedesca allibita per quanto accade in Italia. Dal look perfetto, intelligente, simpatica, bionda, occhi verdi. E nessuna intenzione di chiudersi con me nella mia camera.
un ragazzo italiano emigrato a Barcellona da due anni, saltuariamente escort. Per uomini. Un altro.
tre ragazze ungheresi addette alla reception che solo a vederle avrebbero fatto entrare in ostello anche chi ha otto case e due yacht. Modelle da seguire. Degne di un servizio su Playboy, di un lavoro in uno strip club, di un seggio al Parlamento Europeo.
una ragazza spagnola curiosa curiosa curiosa.
un affittacamere ispanico detto “el Gato” che per soli 350 euro al mese voleva affittare una stanza da 2 metri quadri in un appartamento da 40 dove andare a vivere con lui, una sua amica e la sua “esposa”.
la “esposa” de “el Gato”. Età presupposta: 19 anni e mezzo. Pelle color Jessica Alba, sorriso magnifico, fascino inebriante. El Gato si è rivelato più furbo di quanto pensassi.
un fotografo che cercava di affittare una stanza con un materasso buttato per terra, senza rete. E mentre descriveva la sua casa continuava a grattarsi. Non un buon segno.
un artista (pittore) dall’aspetto malinconico, che proponeva una stanza umida e buia al modico prezzo di 350 euro. Quasi furbo quanto El Gato.
un professore spagnolo che affittava una stanza con materasso singolo poggiato su una sorta di tappetino in gommapiuma. Quello a suo dire doveva essere un letto. Ma perchè tutti vogliono farmi vivere come uno squatter?
due ragazze di Bologna in festosa vacanza, allucinate dalla “cordialità” di alcuni impiegati dell’ostello.
due ragazze spagnole collezionatrici di bottiglie di Vodka Absolut. Dall’arancia alla vaniglia.
una signora cilena che affittava una stanza microscopica, in un appartamento da condividere con lei, la sorella e le figlie della sorella. Di 2 e 4 anni.

E così via.

Esto es lo que hay.. E siamo appena all’inizio.


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One response

17 10 2009
Nespolina

Viste le premesse, buona fortuna o buena suerte🙂

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