Come si vede l’Italia all’estero: messaggi da Venezuela e Francia

27 11 2009

Come prima cosa, premetto questo non sia un post politico. Io non mi occupo di politica (o perlomeno non ora, non in questo spazio).
Mi occupo di comunicazione, di immagine.
In questo caso voglio parlare dell’immagine del mio paese, l’Italia. Del modo in cui la nostra nazione viene comunicata nel resto del mondo.
Lo faccio partendo da una posizione privilegiata: trovandomi all’estero é piú semplice vedere le cose con occhi diversi e rendersi conto di come si venga percepiti. E ultimamente passo sempre piú tempo a guardare l’Italia da lontano proprio per capire come ci vedano gli altri.

L’altra sera ho trascorso ore a parlare con due ragazzi venezuelani, scappati dal loro paese perché contrari alla deriva politica esistente ad opera di Ugo Chavez, capo del PSUV, partito socialista venezuelano. I due (un avvocato ed un tecnico informatico, due belle menti insomma) erano scandalizzati dalla deriva populista del Venezuela. La loro rabbia e paura era alimentata da alcune azioni compiute dal presidente venezuelano a partire dalla propria discesa in politica. In particolare, queste tre:
– cambiamento della Costituzione con una legge ad personam per potersi ricandidare alle elezioni per piú mandati;
– eliminazione delle tv indipendenti e creazione di un network pubblico monocolore, affiliato al governo. Un insieme di televisioni che simpatizzano per il presidente ed evitano accuratamente critiche al suo operato;
– reclusione ai margini o eliminazione dalla redazioni di tanti giornalisti scomodi, impedendo loro di lavorare o zittendo comunque la loro voce.

Per queste ragioni, entrambi i ragazzi conosciuti hanno scelto di emigrare, costruendo una propria vita in Spagna. Dove, tra l’altro, hanno trovato immediatamente un lavoro.

Ora, cosa c’entra la politica venezuelana con l’immagine dell’Italia all’estero?
Ci arriviamo presto. Il fatto é che i due trovavano numerose analogie tra la loro situazione e quella di un particolare paese europeo.
L’Italia, appunto.
E come loro, molti altri compatrioti. Essi erano preoccupati (e mi chiedevano conferme) riguardo episodi accaduti nel Belpaese, appresi grazie diversi organi di stampa. Il loro stupore era dato dal grande potere economico che il nostro Presidente del Consiglio possiede. Un potere che, a loro dire, assomiglia molto a quello attualmente tra le mani di Chavez:

– leggi ad personam per poter governare in tranquillitá;
– monopolio delle reti televisive, possedute direttamente o poste sotto l’influenza del governo presieduto;
– allontanamento di giornalisti considerati scomodi, zittiti con attacchi continui ad un’informazione tacciata come di parte.

Accostando questi tre elementi sembrerebbero emergere molte preoccupanti similitudini.
Che abbiano ragione i due ragazzi venezuelani? Esiste un parallelismo tra il comportamento/stile di governo di Ugo Chavez e Silvio Berlusconi?

Lascio la risposta a chi conosce la politica meglio di me.
Voglio solo segnalare peró come giá il fatto che alcuni residenti all’estero vedano il nostro governo sotto questa luce non sia salutare per l’immagine ed il peso politico dell’Italia nel mondo. Un campanello d’allarme, soprattutto per un paese che vorrebbe attirare persone (turismo) o capitali (investimenti) e proporsi come affidabile partner istituzionale.

Proprio in questi giorni, poi, l’immagine dell’Italia risulta essere messa nuovamente alla berlina dallo spot della piú importante rivista d’attualitá francese, Le Monde Magazine.
Guardate qua.

Che dire, il nostro paese non é ben visto. O meglio, il nostro Presidente del Consiglio. Che comunque rappresenta gli italiani, in Italia e nel mondo. Appunto.


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